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Per la fase 2

In un certo qual modo viene voglia di essere come il fuoco...

...un elemento che, sebbene venga percepito come negativo - in alcuni casi a ragione, vedasi i recenti incendi dolosi - rappresenta abbastanza correttamente una metafora della vita: il fuoco divampa come le passioni, le emozioni bruciano, quelle negative, ma anche quelle positive; ardiamo di desiderio e rimaniamo scottati quando qualche cosa non va per il verso giusto; un incendio si muove come l’uomo - anche se in genere va molto più veloce - e una profonda amicizia ci scalda il cuore come farebbe un ceppo bruciato sul focolare d’inverno.

Ma questa volta è un’altra caratteristica del fuoco a cogliere perfettamente la metafora del periodo che viviamo, un periodo complesso e compresso. Tutti chiusi in pochi metri a rimuginare sulle nostre cose, sulle nostre vite, sui nostri affari e sulle nostre passioni. E se anche la casa è grande non illudiamoci che 100 metri siano diversi da 1000, sono ben misere misure in confronto all’infinito, lo sanno bene i marinai di fronte al mare e i montanari che giungono in cima alle montagne.

Il fuoco cammina, cammina sotto la cenere, nascondendosi agli occhi. Cammina con un lieve brontolio che mi ricorda il nostro lamentarci sui Social Networks. Il fuoco resiste, anche alla tempesta, se ne sta sotto, in attesa di poter riemergere, e quando è giunto il suo momento divampa più forte di prima, di nuovo arde, vive, consuma e scalda.

Anche noi, da quando è arrivato il Coronavirus, stiamo vivendo sotto la cenere, siamo coperti e nascosti in attesa che giunga il via libera, che come tutti auspichiamo presto giungerà.

E allora la vita tornerà a fluire chiassosa come prima, le persone sorrideranno e si stringeranno le mani, riempiendo di nuovo i bar di Tolmezzo, della Carnia e del Friuli intero. E quando ci ricorderemo di questi giorni chiusi in casa, avremo forse imparato quanto è bello trovarsi in piazza a fare due chiacchiere.

In quel giorno spero, ci accorgeremo anche di quanto siamo simili al fuoco, di quanto possiamo essere forti come il fuoco e di quanto possiamo essere distruttori.

(Photo by Andrea Saccavini)

Autore:

Emanuele Facchin

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